13/03/2008
Il costo dell'energia
Quando si parla di economia sostenibile si fa riferimento generalmente ad un sistema in cui le risorse e il lavoro umano non siano semplicemente sfruttate, ma tenute da conto per un uso rispettoso e responsabile.
L'energia è uno degli aspetti, forse il principale, di questo approccio. Ma, se la bolletta energetica dei paesi ricchi ultimamente è un problema, è proprio la mancanza di un piano energetico a lunga scadenza che condiziona fortemente le scelte di breve termine. Il petrolio è una risorsa scarsa e molto costosa, soprattutto per l'Italia che è costretta a importarlo. Proprio per questo mi pare assurdo che per creare energia elettrica si usi l'idrocarburo nero. Altre fonti, con un piano di investimenti oculato, potrebbero sopperire a parte del fabbisogno energetico nazionale. Il riferimento è all'energia eolica, solare, geotermica, idrica e, non ultima (anche se in Campania sarebbe come parlare di fare l'oro col piombo) l'energia derivante dallo sfruttamento dei rifiuti solidi urbani. Qualcosa in questo senso si è fatto, ma l'incidenza dell'energia alternativa sul fabbisogno nazionale è ancora minima. O forse sono proprio le pesanti imposte gravanti sul petrolio, che ponendolo tra le prime fonti di entrate per le casse nazionali, scoraggiano investimenti atti alla produzione di energie pulite, rinnovabili e poco tassabili? Il gas a mio avviso è destinato a diventare un'altro problema. Il recente accordo di fornitura con i sovietici è stato strappato a prezzi notevolmente più alti di quelli pre-crisi.
Per questi motivi credo che la ricchezza di un paese attualmente si debba misurare innanzitutto col metro dell'autosufficienza energetica. Le campagne pubblicitarie e di sensibilizzazione certamente non bastano a cambiare l'inerzia dei consumi. Occorrerebbe allora, forse, iniziare un piano d'investimenti che coinvolga il paese intero (non ci sarebbe bisogno di nazionalizzare l'energia...) e, se possibile, prendere in considerazione anche il nucleare.
Nei programmi dei contendenti per il governo futuro mi pare ci sia giusto qualche accenno a questa problematica.
Bene, anzi NO.
20:54
Scritto da : alessandro_blog
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06/03/2008
economia sostenibile
Non si dovrebbe abbandonare il proprio blog per così tanto tempo, è vero, ma la tesi andava scritta e il lavoro lavorato (...). E forse, nel frattempo, mi sono anche chiarito un po' le idee.
Sono alcuni giorni che rifletto sulla presunta crisi economica che, partendo dagli Stati Uniti, sembra avvolgere le economie mondiali. Il prezzo del petrolio alle stelle, il dollaro che continua a perdere valore, le borse valori mondiali che segnano il passo, sembrano altrettanti sintomi di una recessione imminente. Ma sarà poi giusto assumere quali indici della salute economica mondiale i macroindicatori tradizionali?
Ragionare in termini di PIL, di andamento trimestrale dei consumi, di fiducia dei consumatori, mi sembra riduttivo e fuorviante, sia per le persone, sia per gli economisti stessi.
Per un'impresa, ad esempio, piuttosto che puntare sempre e comunque ad incrementare i ricavi, le vendite e, di conseguenza, la produzione, non potrebbe essere utile valutare la qualità dei propri prodotti, la possibilità di migliorare la produzione? La soddisfazione dei clienti non è un utile mezzo per capire se questi riacquisteranno i medesimi prodotti?
Questi ragionamenti per un verso si collegano al concetto di sviluppo sostenibile, per un'altro alla necessità che tutti gli stati moderni inizino a guardare all'economia come ad un valore da associare ad altri, non fine a sé stesso.
(continua)
20:20
Scritto da : alessandro_blog
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17/01/2008
una possibile soluzione?
E' stata emessa una misura restrittiva nei confronti di Sandra Lonardo, moglie del ministro Mastella: lui si è dimesso e lei no. Stranezze a parte, visto che la situazione rifiuti a Napoli non ha ancora trovato né soluzioni né colpevoli, mi chiedo: sarà il caso di arrestare la moglie di Bassolino?
20:10
Scritto da : alessandro_blog
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